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Architettura della Città delle Arti e delle Scienze: le forme in cemento bianco di Calatrava e le vasche che sembrano specchi

Pochi complessi urbani hanno un’atmosfera così cinematografica come la Città delle Arti e delle Scienze di Valencia. Situata nell'antico alveo del fiume Turia, questa lunga sequenza di cemento bianco, acciaio, vetro e riflessi sull'acqua trasforma un complesso culturale in un paesaggio scultoreo. Santiago Calatrava ha progettato la maggior parte degli edifici più iconici della città, mentre Félix Candela ha ideato le forme caratteristiche de L’Oceanogràfic. Insieme, hanno creato un luogo in cui l'ingegneria è sempre in primo piano e dove un teatro dell'opera, un museo della scienza, una cupola IMAX e un acquario parlano ciascuno un linguaggio architettonico diverso. Se sei curioso di scoprire l'architettura della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, il fascino inizia già prima di varcare la soglia.

Guida alla pagina dedicata all'architettura della Città delle Arti e delle Scienze

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Breve panoramica sull'architettura della Città delle Arti e delle Scienze

Hemisfèric building with visitors at City of Arts and Sciences, Valencia.
  • Nome ufficiale: Ciutat de les Arts i les Ciències / Città delle Arti e delle Scienze
  • Luogo: ex alveo del fiume Turia, Valencia, Spagna (Google Maps: “Ciutat de les Arts i les Ciències”)
  • Categoria: Complesso culturale, scientifico e di intrattenimento
  • Inaugurato: in più fasi tra il 1998 e il 2009
  • Superficie: oltre 350.000 m² (oltre 3,8 milioni di piedi quadrati), che si estende per circa 2 km (1,2 miglia)
  • Stili principali: neo-futurista, espressionismo strutturale e design organico ispirato alla natura
  • Architetto capo: Santiago Calatrava
  • Architetto collaboratore: Félix Candela, progettista de L’Oceanogràfic
  • Curiosità principale: il complesso ospita l’acquario più grande d’Europa e lo skyline moderno più riconoscibile di Valencia

Stili architettonici e influenze

Il complesso si può descrivere al meglio come architettura neo-futurista: uno stile all’avanguardia che usa forme slanciate, elementi ingegneristici a vista e un senso di movimento per immaginare il futuro. Si ispira anche all'espressionismo strutturale, il che significa che la struttura stessa diventa parte integrante della narrazione visiva, invece di rimanere nascosta dietro la decorazione. Alla Città delle Arti e delle Scienze, le nervature, gli archi, le conchiglie e le campate sono l’elemento decorativo.

Gli edifici di Calatrava sembrano spesso delle gigantesche forme scheletriche, dei ponti o delle creature sospese nel movimento. L’Oceanogràfic di Candela presenta strutture con gusci più sottili e più bassi che ricordano le ninfee. Il cemento bianco, le pareti di vetro, gli elementi in acciaio e le vasche riflettenti danno un tocco di armonia all’insieme. Di persona, ti accorgi di come l’Hemisfèric a forma di occhio, il Museo della Scienza con le sue facciate a costolature e l’imponente Palau de les Arts rivelino subito la loro essenza, ancora prima di leggere un cartello.

Hemisfèric e la vasca riflettente

L'Hemisfèric, con la sua forma a occhio, visto dall'altra parte della piscina poco profonda, con il suo riflesso che ne completa la forma ovale.

I tetti a conchiglia dell’Oceanogràfic

Le conchiglie in cemento di Félix Candela, simili a ninfee, che svettano sopra gli edifici dell’acquario sullo sfondo del luminoso cielo di Valencia.

Punti di forza architettonici della Città delle Arti e delle Scienze / Elementi di design e caratteristiche iconiche

Hemisfèric and Palau de les Arts in City of Arts and Sciences, Valencia, reflected in water.

Hemisfèric

L'occhio simbolico del complesso si trova in una vasca, così l'edificio e il suo riflesso si presentano come un'unica forma completa: un po' planetario, un po' scultura, e incredibilmente fotogenico.

City of Arts and Sciences in Valencia with futuristic architecture and reflecting pool.
Hemisfèric building in City of Arts and Sciences, Valencia, with modern architecture.
Hemisfèric architecture with palm trees and pool in City of Arts and Sciences, Valencia.
Oceanogràfic Valencia entrance with unique architecture and surrounding pond.

Santiago Calatrava
L'architetto e ingegnere Santiago Calatrava ha progettato il piano generale e la maggior parte degli edifici simbolo del complesso, tra cui l'Hemisfèric, il Museo della Scienza, L'Umbracle, il Palau de les Arts e l'Ágora. È proprio il suo lavoro a conferire al sito quel suo inconfondibile linguaggio fatto di nervature, archi e movimento.

Félix Candela
L’Oceanogràfic è stato progettato dall’architetto e ingegnere spagnolo-messicano Félix Candela. La sua esperienza nel campo del calcestruzzo a guscio sottile ha creato un contrappunto più leggero e organico ai grandi gesti scultorei di Calatrava.

Dal letto del fiume a un sogno
Il progetto è nato da un’importante trasformazione urbana. Dopo che il fiume Turia è stato deviato in seguito alla devastante alluvione del 1957, a Valencia è rimasto un lungo ex alveo che attraversa la città. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, i leader regionali hanno sostenuto la realizzazione di un nuovo complesso culturale proprio qui, e Santiago Calatrava ha ideato un progetto audace che considerava il sito sia come opera architettonica che come paesaggio pubblico.

La prima fase
L’Hemisfèric ha aperto nel 1998 come primo edificio completato del complesso e ha subito affermato la sua identità futuristica. Nel 2000 sono stati inaugurati il Museo della Scienza “Príncipe Felipe” e L’Umbracle, che hanno ampliato l’asse visivo e il percorso pedonale all’interno del sito.

Ampliamento e completamento
L’Oceanogràfic ha aperto nel 2003, integrando nella sua struttura le forme a conchiglia di Félix Candela. Nel 2005 è stato inaugurato il Palau de les Arts Reina Sofía, che ha aggiunto un importante spazio per spettacoli, mentre l’Ágora è arrivata più tardi, aprendo nel 2009 come un altro grande edificio pubblico.

Riparazioni e restauro
Come molti edifici iconici e all’avanguardia di oggi, il complesso ha richiesto una manutenzione continua. Il Palau de les Arts è stato sottoposto a importanti interventi sul rivestimento esterno dopo che sono stati individuati dei problemi alla facciata, a dimostrazione di come un progetto complesso e la conservazione a lungo termine vadano spesso di pari passo.

Scopri di più in questa guida sulla storia della Città delle Arti e delle Scienze.

L'esterno della Città delle Arti e delle Scienze

City of Arts and Sciences Valencia with futuristic architecture and green park.

Dai Giardini del Turia, il complesso non sembra un unico edificio. Si snoda come una sequenza di forme bianche disposte lungo l’acqua, i ponti e ampie piattaforme pedonali. Da lontano, sono le sagome a fare la maggior parte del lavoro: l’occhio dell’Hemisfèric, la struttura scheletrica del Museo della Scienza, la cresta affilata del teatro dell’opera e le conchiglie basse dell’Oceanogràfic. Le vasche poco profonde non sono semplici elementi decorativi aggiunti all’ultimo momento; esaltano l’architettura e fanno sembrare lo spazio più ampio, più tranquillo e più scenografico.

Man mano che ti avvicini, i materiali diventano più evidenti: cemento bianco liscio, bordi in acciaio, ampie superfici vetrate, finiture in ceramica e ombre sapientemente studiate. Ponti e rampe guidano il tuo percorso, così vedrai sempre gli edifici da angolazioni oblique invece che frontalmente. Anche la conservazione degli esterni fa parte della storia, soprattutto al Palau de les Arts, dove i lavori di restauro della facciata hanno messo in luce le difficoltà legate alla manutenzione di forme così ambiziose dal punto di vista tecnico. Arrivando a piedi, hai la sensazione di entrare in un paesaggio progettato, piuttosto che in un tradizionale quartiere dei musei.

L'interno della Città delle Arti e delle Scienze

Hemisfèric

All’interno dell’Hemisfèric, l’esterno luminoso lascia il posto a un auditorium buio e ben controllato, dove lo schermo concavo diventa la superficie architettonica dominante. L'interno punta meno sulla decorazione e più sull'immersione totale, con la sala progettata interamente intorno alla visione e al suono.

Museo della Scienza

Il Museo della Scienza “Príncipe Felipe” sembra proprio una cattedrale della struttura. Il suo alto atrio, le nervature a vista, i ponti e le lunghe linee visive creano una sensazione di movimento ancora prima di arrivare alle mostre. La luce del giorno filtra attraverso i vetri e gli elementi strutturali, così l’edificio stesso sembra quasi un luogo di apprendimento — quasi una lezione di ingegneria.

Il Palau de les Arts e l’Oceanogràfic

Al Palau de les Arts, gli interni si caratterizzano per atri di grande effetto, percorsi di circolazione a più livelli e un’acustica pensata appositamente per gli spettacoli. L'Oceanogràfic offre un'esperienza completamente diversa: passaggi subacquei più bui, vetrate curve e tunnel in cui l'architettura è al servizio dell'atmosfera. Nel loro insieme, questi interni mostrano come il complesso passi dalla monumentalità civica all’esterno ad ambienti sensoriali molto particolari all’interno.

Se vuoi scoprire di più, sala per sala, dai un'occhiata alla nostra guida su cosa c'è all'interno della Città delle Arti e delle Scienze.

Domande frequenti sull'architettura della Città delle Arti e delle Scienze

La sua forza sta nel considerare un intero complesso culturale come un’unica composizione scultorea. Il cemento bianco, l’acciaio, il vetro, i ponti e le vasche riflettenti collegano ogni edificio, mentre le forme stesse — occhio, scheletro, conchiglia, pennacchio — sono così decise da essere riconoscibili al primo sguardo.